Vivere nella Maremma Toscana

Il Podere si chiama Tartuchino perché la zona è molto amata dalle tartarughe, che hanno sempre trovato qui un habitat favorevole: le incontriamo spesso, mentre esplorano la macchia o attraversano, lente e  ardimentose, una strada.

A pochissima distanza dalla Casetta Tartuchino, è stata trovata la prima fattoria etrusca della Maremma descritta in letteratura: questa zona era coltivata già da allora. E ha continuato ad esserlo, nei secoli successivi. Ma la vita era assai dura, soprattutto a causa della malaria.

Su questo c’è anche una canzone:

Tutti mi dicon Maremma, Maremma…
Ma a me mi pare una Maremma amara.
L’uccello che ci va perde la penna
Io c’ho perduto una persona cara.

Così recitava la canzone ottocentesca, ai tempi delle bonifiche delle paludi, che qui si dicono paduli. La costa era da sempre infestata dalla malaria: all’origine della bonifica della zona di Castiglion della Pescaia, ci fu il dolore del  Granduca Leopoldo di Toscana per la morte di suo nonno. Da lì nacquero i progetti dell’ingegner Ximenes per la movimentazione delle acque, affinché  la zanzara non vi si riproducesse depositando le uova. Seguirono poi gli altri sistemi di prosciugamento attraverso canalizzazioni e piantumazioni di alberi a grande consumo di acqua (principalmente pini ed  eucaliptus).

L’Ente Maremma

Il miglioramento netto delle condizioni di vita si ebbe con la riforma agraria dell’Ente Maremma, che assegnò ai contadini le terre tolte al latifondismo, e diede loro delle vere abitazioni: sulle nostre colline, molte sono le case costruite secondo il progetto dell’Ente Maremma, con il forno a legna e la stalla sotto,  e  la casa al piano superiore, con la scala esterna per salire. La riforma agraria cambiò immensamente la vita in campagna. La Maremma  è ora una terra dolce, pur essendo  riuscita  a conservare la sua purezza un po’ selvatica.

La terra è bassa?

La densità di popolazione è  ancora oggi molto bassa,  anzi più bassa di allora: nei poderi come il Tartuchino, allora vivevano famiglie numerosissime, e ciascun componente aveva il suo ruolo nella conduzione del podere. Ora è più difficile che i ragazzi decidano di fermarsi a vivere in campagna: potendo, preferiscono trasferirsi in città. Lavorare la terra è ormai infinitamente meno faticoso, ma ancora -come si dice-  “la terra è bassa”.

Al contrario,  si sente di ragazzi nati in città, dove le  opportunità di lavoro sono diminuite,  che  pensano di   trasferirsi in campagna, per avere ritmi più salutari e naturali.

Io, in verità,  li capisco. Anche perché ora le cose sono un po’ cambiate.

Il Tartuchino è oggi un podere tuffato nella bellezza della Maremma toscana interna, in cima ad una collina, da dove domina una  campagna punteggiata da oliveti, boschi e campi seminati: lo sguardo può spaziare dall’Argentario alla montagna.

 I dintorni del Tartuchino

Nei dintorni ci sono borghi medievali dove passeggiare in atmosfere d’altri tempi e trovare interessanti prodotti artigianali, alimentari o di oggettistica. Sei dei borghi elencati tra i Borghi più Belli d’Italia sono nella Maremma Toscana grossetana  (Pitigliano, Sovana, Santa Fiora, Montemerano, Giglio Castello, Porto Ercole) (http://borghipiubelliditalia.it/. Personalmente, aggiungerei Rocchette di Fazio.

Cinque artisti, innamorati della Maremma, hanno deciso di creare dei parchi a tema, visitabili.

La natura

Il cielo che possiamo ammirare oggi, non patisce  inquinamento luminoso: è lo stesso cielo che contemplavano gli abitanti della fattoria etrusca di cui. Forse anche loro sedevano all’aperto a rimirare le stelle e ascoltare il concerto delle rane o i richiami degli animali selvatici. Qui, passeggiando per i sentieri, capita di incontrare lepri, caprioli, cinghiali, volpi e varie specie di uccelli. Ci sono stati felici progetti di reintroduzione di uccelli che erano spariti dalla zona, come il Nibbio Reale; si sta provando a reinserire anche il Capovaccaio. E’ stata anche segnalata la presenza del lupo nel territorio, ma avvistarlo è estremamente raro.

Per gli amanti del trekking,  ottime guide possono accompagnare nelle passeggiate e illustrare  le meraviglie della flora e della fauna, oltre che raccontare storie e leggende legate al nostro territorio. Se invece siete  appassionati di  bicicletta, date un’occhiata a  questo link: https://www.fiabgrosseto.it/images/pdf/15-Roccalbegna-Semproniano.pdf .

Nei dintorni, si possono visitare riserve e parchi naturali del WWF con differenti ecosistemi, dalla laguna alla montagna..

A volte è bello semplicemente impigrirsi e  rilassarsi, anche in pieno inverno,  nel tepore delle acque sulfuree delle Terme di Saturnia.

Col freddo, la nebbia si alza attorno alla costruzione del vecchio mulino vicino alle Cascatelle del Gorello, formate dalla sorgente sulfurea che si trova all’interno dello stabilimento termale.

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