L’olio extra vergine d’oliva biologico della Casetta Tartuchino

L’olio extra vergine d’oliva biologico della Casetta Tartuchino

Olea primum arborum est

 

Sembra che l’olivo sia originario dell’Asia meridionale, e che si sia diffuso in Egitto e in Grecia e poi in tutta l’area mediterranea. I reperti fossili scoperti nel Negev  testimoniano che era utilizzato dall’uomo già 45.000 anni fa. Lo storico romano Columella, scrisse “Olea primum arborum est” (“L’olivo è l’albero primario”). Nella storia è comune la dizione “unto dal Signore”, e il ramo che la colomba portò all’arca di Noé proveniva da un ulivo; la menzione dell’olivo è frequente anche nell’arte e nella mitologia greche.

Il Podere Tartuchino si trova nel Comune di Semproniano. La zona è vocata alla produzione di olio, che qui ha una lunga storia, come dimostra il millenario Olivone di Fibbianello.

In questo territorio, l’olio si produce da sempre e la cura dell’olivo, pianta molto diversa dagli altri alberi da frutto, è argomento che dà passione alle discussioni. Perché, sapete, nel tempo si sono create diverse scuole di pensiero, sulla potatura e la cura dell’olivo; e nessuno è disposto a cedere sulle proprie convinzioni. Probabilmente questo dipende anche dal fatto che gli olivi non sono per nulla tutti uguali: ci sono diverse varietà, e ognuna ha il suo portamento, le sue preferenze, i suoi tempi. Ma tutte, proprio tutte, sono vigorose, generose e piene di voglia di vivere.

Per questo l’Olivone di Fibbianello ha resistito persino ad un atto vandalico che, nel 1998, voleva ucciderlo col fuoco . Prima di quella data, ci volevano 7 adulti per abbracciare il suo tronco, e si dice che riuscisse a produrre anche 8 quintali di olive all’anno! I raccoglitori dovevano essere davvero coraggiosi per arrampicarsi a prendere le olive lassù, con 3 scale precariamente sovrapposte per raggiungere la cima. L’Olivone è sopravvissuto al vandalismo e l’Istituto Tecnico Agrario Leopoldo di Toscana, a Grosseto, ha realizzato un progetto per preservarne il genoma, attraverso la riproduzione di piantine che ha affidato a chi fosse disposto a prendersene cura.

 

L’olio extra vergine di oliva biologico Casetta Tartuchino

 

Al Podere Tartuchino abbiamo un bell’oliveto, adagiato su una collina con un panorama fantastico la cui pendenza evita ristagni d’acqua, tanto sgraditi all’olivo. Da questo pezzetto di terra affacciato sul mondo è nato il nostro amore per l’olio. Come per il vino, così per l’olio le caratteristiche organolettiche cambiano a seconda della zona di provenienza e della modalità di coltivazione e conservazione. Noi amiamo molto il gusto dell’olio toscano. Siamo consapevoli che un ettaro di vigna produce assai più di un ettaro di olivi. Sappiamo  che anche l’olio di grande qualità perde, nel tempo, le sue caratteristiche organolettiche, al contrario del vino che, invecchiando, migliora. Noi siamo però innamorati degli olivi e teniamo molto al nostro olio, che resta sulla tavola per tanti pasti, ci fa bene alla salute e regala ai nostri piatti gusto e profumo.

E’ su queste colline che raccogliamo le olive per produrre il nostro olio extra vergine di oliva , per il quale abbiamo ottenuto la certificazione di biologico nel 2016. lavorando sulla prevenzione e sul benessere delle nostre piante

 

Un olio davvero buono esalta tutti i sapori e noi, che siamo golosi, vogliamo ottenere un olio buonissimo e ricco di antiossidanti. Per questo, preferiamo raccogliere precocemente, anche se la produzione risulta quantitativamente inferiore. Raccogliamo utilizzando agevolatori alimentati a batteria e a compressore, facendo attenzione a che le olive non vengano danneggiate e aspettino all’ombra nelle loro cassette il trasporto al frantoio, a fine giornata. Come per la raccolta, tutte le operazioni agronomiche (potatura, fertilizzazione, gestione del suolo, difesa) sono svolte con  prodotti e  sistemi propri dell’agricoltura biologica.

Il nostro frantoio di riferimento è un frantoio moderno, ha una linea biologica e lavora a basse temperature per mantenere le caratteristiche organolettiche dell’extravergine.

 

Ogni anno, facciamo analizzare in laboratorio l’olio che produciamo, per accertare i valori dell’acidità, dei perossidi, dei biofenoli, dei tocofenoli, e lo spettro fotometrico, e lo conserviamo nel nostro locale di stoccaggio, dove viene tenuto alla giusta temperatura, fino al momento di partire per valorizzare i vostri buoni piatti.

 

Recentemente abbiamo aggiunto altre piante di olivo, sempre di varietà tipiche della Toscana:  Leccio del Corno, Moraiolo,  Leccino e Pendolino. Attraverso il progetto dell’Istituto Agrario di Grosseto, abbiamo adottato 25 figli dell’Olivone di Fibbianello.   Osservando il podere dall’alto, si nota che l’oliveto doveva inizialmente essere molto più grande, perché ci sono esemplari disseminati nella zona ora boschiva. Alcuni sono irrecuperabili, ma altri sono entrati nell’’ultimo nostro progetto che riguarda il recupero alla produzione di alcune piante. Abbiamo deciso di non tagliare tutta la vegetazione attorno: togliamo soltanto quanto strettamente necessario, secondo i principi della permacultura, lasciando gli olivi tra la vegetazione che si è creata attorno spontaneamente, mantenendo quindi quanta più biodiversità sia possibile.

 

Al momento abbiamo una produzione di qualità ma di limitata quantità, che ci viene dall’oliveto originario, ma abbiamo fiducia che i nuovi olivetti ci regalerannoi presto bei raccolti.

 

Buon appetito!